Limone
Storia
Le origini del limone sono piuttosto incerte, si pensa che sia un frutto di origine orientale proveniente dalla Cina o dall'India. Sicuramente era conosciuto dai romani anche se non ci sono prove che testimoniano la sua coltivazione nei loro territori. Diffuso nel 700 a.c. anche in Persia, Iraq e Egitto. Probabilmente la sua creazione si deve a una fortunata ibridazione tra cedro e lime che nel tempo ha mantenuto le stesse caratteristiche. Le coltivazioni in Italia si concentrano nel meridione fin dal X secolo.

Caratteristiche
Appartenente alla famiglia delle rutaceae, la piante del limone, se lasciata crescere ad albero, può raggiungere dai 3 ai 6 metri d'altezza. I rami sono normalmente muniti di spine ma se coltivati a livello domestico o industriale solitamente vengono perse. Le foglie, ellittiche e molto aromatiche, sono il primo campanello d'allarme di eventuali malattie in quanto per prime ne mostrano i sintomi. I fiori, dal profumo intenso, si caratterizzano per il fatto di essere prodotti tutto l'anno ciò rende il limone una pianta perfetta anche per scopi ornamentali. Il limone da frutti ovali o oblunghi con apici appuntiti. La buccia normalmente gialla in alcune varietà è striata di verde o bianco, può essere più o meno spessa e rugosa. La polpa si presenta invece con un colore più neutro, molto aspra e succosa.
Esistono numerose varietà di limoni differenti per lo più nell'aspetto esteriore in quanto le proprietà alimentari rimangono sostanzialmente invariate.

Clima
Il limone è particolarmente sensibile al freddo non sopporta temperature al di sotto dei – 3° C per più di qualche giorno, preferisce un clima temperato-caldo con temperature comprese fra i 12° e i 38° C e non oltre i 200-300 metri d'altitudine.  Anche il forte vento può danneggiare la pianta per cui è opportuno riparala con dei frangivento o spostandola in serra. Per quest'ultimo motivo il momento ottimale per piantare il limone è la stagione primaverile quando non c'è più il rischio di gelate.

Terreno
Ottimale per la crescita dei limoni è un terreno sciolto o di medio impasto, fertile, drenante, ben concimato e profondo con un ph tra 6,5 e 7,5. Terreni eccessivamente argillosi o calcarei non sono adatti alla pianta.  In generale è bene esporre la pianta quanto più possibile alla luce e al calore del sole.

Irrigazione
Il limone ha bisogno di un afflusso di acqua costante dalla primavera all'autunno assicurandosi che arrivi alle radici, meglio ancora se il terreno viene lasciato umido in superficie ma evitando di creare ristagni.

Fioritura
Il limone è una pianta detta rifiorente in quanto fiorisce durante tutto l'arco. Le fioriture più abbondanti si hanno in primavera e in autunno. 
• fioritura primaverile: dà origine ai cosiddetti limoni d’inverno, la cui maturazione avviene nel periodo compreso tra ottobre e marzo.
• fioritura autunnale, generalmente a settembre: dà origine ai cosiddetti verdelli, la cui maturazione si ha nell'estate successiva. Questi limoni subiscono un processo di coltivazione particolare volto a ottenere la massima resa poiché ottengono prezzi migliori sul mercato.
I frutti hanno la particolare caratteristica di maturare persino dopo essere stati raccolti, per cui è possibile usufruire anche di quei limoni prodotti dalle fioriture minori del resto dell'anno raccogliendoli ancora verdi o maturati da poco. In genere vengono portati a maturazione in ambienti con temperatura tiepida. In tutto si effettua la raccolta dei frutti dalle 5 alle 10 volte l'anno.

Potatura
La potatura non va mai eseguita in febbraio e marzo o  comunque in periodi dalle temperature né molto basse né molto alte per non intaccare il suo accumulo delle sostanze nutritive di riserva nelle foglie e nei rami. Generalmente viene effettuata dopo la seconda settimana di luglio.
L'intervento di potatura serve per dare alla pianta una struttura e una forma che le consentano una migliore esposizione alla luce. Si devono eliminare quei rami alla base ormai privi di frutti, detti succhioni, insieme ai rami periferici, secchi, rotti o debilitati. E' bene comunque non eccede con i tagli ma limitarsi ad alleggerire la pianta  rispettando l'equilibrio tra vegetazione e frutti. Potature più intense si fanno solo nel caso di attacchi di parassiti o per ridimensionare una pianta divenuta troppo alta.

Coltivazione in vaso
I limoni si adattano bene anche ad un tipo di coltivazione in vaso, non ci sono particolari limitazioni di dimensioni se non la misura del vaso stesso che dev'essere proporzionato alla grandezza della pianta. E' consigliabile non eccedere per più di 15 centimetri dal bordo e mantenere dimensioni che consentano un facile trasporto.
Si deve utilizzare un terriccio leggero, areato, molto drenante mettendo sul fondo uno strato di cocci o altri materiali inermi. Le annaffiature devono essere proporzionali alle consuete precipitazioni stagionali sia per quantità che per frequenza. Importante è proteggere la pianta dal freddo e dalle gelate con teli di cellofan o tessuto-non-tessuto oppure spostandola in una serra.
Per il rinvaso il momento migliore è la primavera, si effettua quando la pianta ha raggiunto la dimensione massima consentita dal vaso. Una volta che si è raggiunta la dimensione definitiva ci si può limitare  a mettere nuovo terriccio in superficie.
Esistono quattro forme di allevamento in vaso:
• Forma libera: si scelgono alcuni rami portanti che saranno sostenuti da dei tutori (solitamente canne di bambù) per dare alla pianta la forma voluta. Una volta che si reggeranno da soli si toglieranno i tutori e ci si limiterà a potare la pianta di tanto in tanto mantenendo la forma.
• A vaso con tutori: si inseriscono nel vaso 5-6 tutori, di altezza adeguata alla pianta, uniti tra loro con del fil di ferro. Si legano poi i rami all'esterno dell'intelaiatura distribuendoli uniformemente. Le potature successive serviranno solo per eliminare i rami sporgenti. Con questa forma di allevamento  si ha una fruttificazione precoce e si mantiene la pianta a dimensioni contenute.
• A spalliera: in questo caso basterà realizzare un supporto fatto con canne di bambù o con una rete su cui di volta in volta saranno piegati i rami della pianta senza più potarli.
• Alberello: per ottenerlo si deve utilizzare una pianta portainnesto su cui innestare molto in alto la varietà desiderata. Questa forma di allevamento richiede molta manodopera.

Usi
Del limone si possono utilizzare sia la buccia che il succo in campi che spaziano dalla cucina alla farmacologia. La buccia è apprezzata in campo alimentare per la produzione di canditi e in cucina per aromatizzare altri cibi. E' dalla scorza che si estraggono la pectina e l'olio essenziale.
Il succo contiene invece grandi quantità di acido malico e acido ascorbico (ovvero vitamina C) che gli conferiscono il particolare sapore aspro.
Per le sue proprietà organolettiche è impiegato sin dal passato anche in ambito farmacologico come disinfettante, tonico per la circolazione, battericida, antisettico. Valido per abbassare la pressione, eliminare calli e verruche, curare le gengive infiammate, i reumatismi, il raffreddore. Ben nota è la sua azione nella cura dello scorbuto, scoperta nel 1747 da James Lind.  


Avversità, malattie, infezioni
Oltre ai possibili danni provocati da un'esposizione all'eccessivo freddo o caldo, è importante fare attenzione a parassiti, funghi e insetti. Cocciniglie, acari e afidi provocano danni o deformazioni a frutti e foglie arrivando a indebolire tutta la pianta. Importante è prevenire questi tipi di attacchi curando la pianta nel periodo invernale e utilizzando il più possibile rimedi naturali.
Il mal secco è invece un'infezione data da un fungo che si manifesta inizialmente con l'ingiallimento delle foglie e arriva a seccare i rami e il tronco facendo morire la pianta. Per scoraggiare l'insorgenza di questa infezione è bene evitare concimazioni troppo azotate, le eccessive potature e quelle operazioni che possono danneggiare le radici.
Altra malattia fungina a cui il limone è particolarmente soggetto è la gommosi, essa appare come una macchia umida sulla corteccia da cui, col passare del tempo, comincia a fuoriuscire una sostanza gommosa. Se la lesione si estende lateralmente provoca la morte di tutta la pianta, se invece rimane limitata ad una parte solo questa presenterà i sintomi. I fattori che portano alla malattia sono gli eccessi di acqua o comunque un'umidità molto elevata associata ad alte temperature. Dunque è bene irrigare solo per lo stretto necessario.

Propagazione
Per seme: si tratta della tecnica più semplice, in primavera si tolgono i semi dal frutto maturo e li si pianta il prima possibile o in piena terra o in vaso. Solitamente entro il primo anno la piantina cresce di circa 30 centimetri. Quella che nascerà sarà una pianta diversa da quella di origine e darà frutti molto più tardi da quelle ottenute con l'innesto.
Per innesto: con questa tecnica è possibile ottenere piante identiche all'originale (cloni) e eliminare problemi fisiopatologici dovuti al clima e al terreno. Il periodo migliore per innestare va da maggio e agosto.
• Innesto a gemma: si preleva da una pianta di almeno 2 anni una gemma circondata da un po di corteccia e la si inserisce in un taglio sulla pianta che fungerà da portainnesto. L'innesto viene legato con della rafia o del filo elastico, una volta che comincerà a crescere si potrà togliere.
• Innesto a penna: si pratica un taglio obliquo sia sul ramo del portainnesto che della pianta, si completa con un taglio longitudinale su entrambi. Si faranno combaciare i rami legandoli con rafia o filo elastico da rimuovere dopo che i due rami si sono saldati.
• Innesto a corona: si tagliano dei rami della pianta a penna e si innestano nella corteccia del portainnesto disponendoli in cerchio a formare una corona.
• Per talea: si prelevano rametti di circa 1 anno tra giugno e settembre e li si lascia ramificare in una cassetta con terriccio sabbioso. Dopo 4-6 settimane la ramificazione dovrebbe essere conclusa e si può trapiantare le piantine in vasi.  
• Per margotta: si sceglie un ramo di almeno 2 anni e vi si pratica un'incisione ad anello. All'altezza del taglio si lega un sacchetto con della torba o terriccio molto umido. Dentro il sacchetto si formeranno delle radici. Dopo che si saranno sviluppate sarà possibile tagliare del tutto il rametto superiore dalla pianta madre e trapiantarlo.

Varietà
Del limone esistono diverse cultivar (o varietà coltivate) sia italiane che straniere. Tra le prime si ricordano Femminello Apireno Continella, Femminello Comune, Femminello Siracusano, Femminello Zagara Bianca, Monachello e Interdonato. Tra le seconde le più rinomate sono Eureka, Gallego, Genoa, Karystini, Lisbon e Verna.


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