Melo
Storia
Originario delle zone a sud del Caucaso oggi è una delle più diffuse piante da frutto coltivate. Sono presenti coltivazioni intensive in Cina, Stati Uniti, Russia, Europa (specialmente Italia e Francia).
In Italia la produzione si concentra nel settentrione tra Emilia-Romagna, Veneto e Trentino-Alto Adige. Pianta antichissima già nota ai romani e ai greci

Caratteristiche
Si tratta di una pianta vigorosa, appartenente alla famiglia delle rosaceae, dalle dimensioni medio-elevate che si sviluppa ad albero raggiungendo tra i 5 ai 12 metri di altezza. Ha una chioma folta e molto espansa in ogni direzione mentre le radici rimangono ad un livello superficiale. La foglia ovoidale è leggermente seghettata ai lati. Il fiore, a 5 petali, di colore bianco-rosato germoglia e sboccia in primavera. Il frutto, detto pomo o mela, di forma globosa, raggiunge fino ai 9 centimetri di diametro. Si presenta inizialmente verde e poi nel periodo estivo-autunnale della maturazione, da giugno a ottobre, diviene di un colore variabile dal giallo al rosso al verde, a seconda delle varietà di melo. La polpa si mantiene bianca o gialla.

Clima
Resiste anche a basse temperature (può arrivare fino a -25° C) ma è comunque sensibile alle gelate se tardive che possono danneggiare la fioritura. Mal sopporta invece temperature troppo elevate. Ottimale è un clima fresco a circa 600-1000 metri con la possibilità di avere molta luce nell'arco della giornata.

Terreno
Non ha particolari esigenze in termini di suolo. Ideale è un terreno consistente, profondo, ricco di minerali e drenante. L'importante è che non sia eccessivamente calcareo o argilloso. La concimazione si rende necessaria laddove il terreno non è abbastanza fertile e ricco di sostanze nutritive o nel caso di dover combattere avversità e malattie.
Per avere una maggiore resa, la piantina deve essere seminata in inverno o primavera ed esposta il più possibile alla luce.

Irrigazione
Il melo ha bisogno di un apporto d'acqua notevole e costante specialmente in estate poiché teme molto la siccità. L'afflusso d'acqua deve essere interrotto almeno un mese prima della raccolta dei frutti per non rischiare di compromettere il loro sapore.

Ciclo di vita annuale del melo
• Gennaio-Febbraio: le gemme sono chiuse e ricoperte da scaglie di corteccia marrone scuro. La pianta si trova in riposo vegetativo.
• Marzo: le gemme si rigonfiano e iniziano a schiudersi mostrando le prime foglioline.
• Aprile-Maggio: le foglie sono definitivamente aperte e si intravedono tra le scaglie i bulbi dei fiori ancora chiusi. Pian piano diventeranno di un colore rosato e si schiuderanno lasciando intravedere i petali fino a sbocciare intorno alla fine del mese. Una volta completamente aperti avviene l'impollinazione dopo la quale i petali cadono spontaneamente. Il fiore viene quindi fecondato e si forma un piccolo frutto (fase dell'allegagione).
• Giugno: i frutti raggiungono una dimensione di 2-3 centimetri rimanendo duri e poco zuccherini (frutto noce). Cominceranno poi a ingrandirsi e accumulare zucchero fino a raggiungere la piena maturazione dopo circa un mese.
• Luglio-Ottobre: la fase di maturazione varia da luglio a  ottobre a seconda della varietà coltivata.
• Novembre-Dicembre: dopo la raccolta dei frutti si ha la caduta delle foglie e la pianta rientra in uno stato vegetativo.

Potatura
Inizialmente, nei primi anni di crescita, la potatura deve limitarsi a delineare e dare struttura alla pianta in modo da favorire il più rapido sviluppo della sua parte scheletrica, in linea generale questa operazione si effettua a fine agosto. Una volta che la pianta ha già dato frutti almeno una volta, con la potatura verranno eliminati tutti quei rami secchi, spezzati o debilitati che appesantiscono l'albero. Questi tagli, a cui si procederà soltanto in inverno, hanno lo scopo di far raggiungere alla pianta il suo pieno potenziale produttivo. Verranno potati anche quei rami alla base della pianta che non producono frutti (detti succhioni) ma tolgono energia e nutrimento ai rami carichi di gemme più in alto. Nel periodo invernale quando la pianta si trova nello stato di riposo si procederà a delle potature frequenti per far mantenere alla pianta il suo vigore.

Usi
La mela ha una alto valore nutrizionale e antiossidante poiché contiene numerose sostanze fondamentali per la salute: provitamina A, vitamina B1, B2, B6, E, C, acido folico. Per questo è sempre raccomandato il suo consumo all'interno di una dieta equilibrata.
In ambito culinario le mele vengono largamente utilizzate sia nella realizzazione di ricette dolci che salate, in particolare rappresentano un ingrediente principe in pasticceria.
Altre preparazioni derivanti dal frutto sono il sidro, l'olio di semi di mela, il succo di mela.
Grazie alla pectina, contenuta nella sua buccia, la mela si pone anche come alleata di bellezza in quanto aiuta a eliminare le tossicità. In commercio si trovano infatti creme e altri cosmetici che ne fanno uso.

Avversità, malattie, infezioni
Il melo può essere oggetto di attacco da parte di funghi, afidi e insetti. Particolarmente comuni sono le infezioni causate da funghi favoriti da certe condizioni climatiche e contrasti da prodotti fitosanitari:
• Ticchiolatura del melo: viene scatenata da un fungo che colpisce foglie, germogli e frutti ricoprendo i primi due di una muffa bluastra e intaccando i frutti, ancora duri e  piccoli, con macchie scure che causano la necrotizzazione delle parti colpite deformando la crescita e la forma futura del pomo. Il fungo viene favorito dalle piogge, da un grado elevato di umidità e da bagnature troppo frequenti. Per combattere la malattia vengono usati prodotti fungicidi che, se utilizzati preventivamente, contrastano la sua insorgenza oppure, se impiegati al manifestarsi delle macchie, hanno un'azione curativa.
• Oidio o mal bianco: anche questa infezione è causata da un fungo e colpisce i germogli, i  fiori, le foglie e i frutti. Si forma una patina biancastra e polverosa sui germogli, nel caso di una pianta ancora giovane il danno è più grave poiché molti dei germogli vanno persi. I frutti vengono attaccati più raramente, in questi il fungo provoca colorazione e maturazione irregolare ed una rugginosità della buccia. La malattia si manifesta a temperature tra 10° e 30° C, con elevata umidità e assenza di bagnatura. Vengono impiegati anche in questo caso dei fungicidi.
• Marciume del colletto: questo fungo colpisce il tronco all'altezza del colletto e le radici. Le zone interessate cominciano ad imbrunirsi finché non si arriva alla necrosi e successiva morte della pianta. Si può trattare l'albero, già alla manifestazione di primi sintomi, con prodotti disinfettanti.
• Cancro delle pomacee: i rami più giovani vengono attaccati da questo tipo fungo che sfrutta microlesioni dell'albero per infiltrarvisi. Causa la progressiva disidratazione della pianta fino a che sopraggiunge la necrosi e vengono scoperti i tessuti sottostanti esponendo il melo a altre infezioni. Si combatte con prodotti rameici due volte l'anno.  
Altre minacce al melo provengono da cocciniglie, afidi grigi e rodilegno rosso e giallo. I primi possono determinare macchie, deformazioni, arricciamenti fogliari, arresto dello sviluppo dei germogli e favorire l'insorgenza di funghi. Il rodilegno scava gallerie nelle parti legnose della pianta indebolendo la sua struttura.

Forme di allevamento
Le principali forme in cui il melo viene allevato sono tre:
• Ad alberello: viene piantato un pollone (ramo originato da pianta avventizia) che sarà subito tagliato ad un altezza tra i 120 e i 170 centimetri. Durante il primo anno di vita si formeranno altri rami che dovranno essere potati di circa 20 centimetri per i successivi due anni in modo da rafforzare la struttura e dare forma alla chioma.
• A vaso nano:  questa tecnica si è affermata recentemente insieme alla necessità di allevare meli in spazi ridotti ad esempio piccoli giardini. Si pianta un pollone di circa 1 anno e lo si taglia a 40 centimetri da terra, si procederà nei 2 anni successivi a potare i rami portanti di altri 20 centimetri. Più avanti basterà mantenere la pianta a dimensioni ridotte.
• A spalliera o a palmetta: Si pianta un pollone di circa 1 anno subito tagliato a 50 centimetri mantenendo almeno 4 rami portanti. Si dovrà disporre su due piani e agganciare questi rami ad un traliccio o in alternativa ad un sostegno creato con del fil di ferro fissato a due canne poste ai lati della pianta. 

Propagazione
Per le produzioni a livello industriale viene preferita la moltiplicazione del melo per innesto poiché la pianta selvatica, nata da seme, non produce un buon raccolto. Con la tecnica dell'innesto vengono invece create piante uguali a quella originale e più produttive, si potrà raccogliere i frutti già un anno dopo l'operazione. Vengono solitamente scelti come portainnesto (per la parte radicale) varietà robuste e resistenti che daranno vigore alla pianta e innesti dalla folta chioma (per la parte aerea). 

Varietà
Esistono moltissime varietà di melo in tutto il modo, queste le più diffuse:
• Annurca: frutti piccoli, di forma mediamente schiacciata, colore rosso scuro, croccanti. Viene raccolta a metà ottobre.
• Red Delicious: i frutti hanno colore rosso cupo con polpa bianco cremoso, dolce e aromatica. Viene raccolta in settembre e matura nel giro di 15-20 giorni.
• Fuji: selezionata in Giappone, caratterizzata da frutti di medie dimensioni, di colore giallo arancione, e striature rosse. Frutto sodo, croccante e dolce. Matura tardi, a fine ottobre.
• Gala: proveniente dalla Nuova Zelanda, con frutto di dimensioni medie, colore rosso arancione striato. La polpa è soda, croccante e succosa. Matura in tardo agosto.
• Golden Delicious: adattabile a differenti condizioni ambientali, produce frutti molto grossi, di un bellissimo colore giallo.
• Gold Pink: nuova varietà selezionata in Italia, caratterizzata da frutti di dimensioni medio-grandi, colore giallo rosa, succosa; il suo buon sapore migliora se conservata in frigorifero.
• Granny Smith: vecchia varietà australiana, con frutti verdi, croccanti, sapore delicato. Si raccoglie in tardo ottobre, dopo un paio di mesi, e può essere conservata fino all’estate successiva.
• Emperor: varietà selezionata in Ohio a metà del secolo scorso dai frutti di grosse dimensioni, succosi, molto fragranti, di colore rosso brillante, con polpa giallo verde. Vengono raccolti in ottobre, terminano la maturazione in novembre e possono essere conservati fino ad aprile.
• Renetta: probabilmente di origine francese. Varietà caratterizzata da frutti di colore giallo verdastro, di aspetto rugginoso. Vengono raccolti tra la fine di settembre e metà ottobre.
• Stark Delicious: frutti di colore rosso brillante, con polpa fragrante e succosa.
• Stayman: varietà Americana, caratterizzata da frutti asimmetrici, medio grandi, di colore giallo verde pallido con striature rosse, molto succosi e dolci. Si raccolgono tra la fine di settembre e la metà di ottobre; completano la maturazione a novembre.


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